La leggenda narra la storia di una città molto ricca, che occupava un vasto territorio a ridosso di un lago vulcanico: a causa del temperamento dei suo abitanti, un diluvio di origine divina fece sprofondare la città nelle acque del lago. La credenza vuole che si salvò solo una bambina, che si rifugiò su un’altura presso l’attuale Bracciano (dove sorge ora la Chiesa del Riposo). La parte emersa sarebbe stata poi denominata Bracciano in seguito alla forma che assunse la parte di borgo che si salvò. In realtà il nome del borgo sembra sia collegato alla parola “braccio”: esso è legato alla grande quantità di opere idrauliche realizzate in epoca antica, ai Brachia (cioè bracci) degli acquedotti romani e alla terra che li ospita.
Se le origini sono avvolte nella leggenda, certo è che oggi Bracciano si presenta ai turisti come uno dei borghi più pittoreschi della Tuscia romana, caratterizzato da abitazioni costruite interamente con la pietra lavica. Si affaccia sull’omonimo lago che ha la classica forma circolare dei bacini vulcanici, con una superficie di 57,5 chilometri quadrati e una profondità massima di 160 metri. Il lago si trova all’interno del Parco Naturale di Bracciano-Martignano, che comprende il Lago di Martignano, anch’esso di origine vulcanica caratterizzato però da piccole dimensioni e dalla forma quasi perfettamente circolare. Il lago rappresenta oggi una delle maggiori riserve idriche di Roma: alimenta infatti molte fontane tra qui il Fontanone del Gianicolo, dove arriva tramite l’acquedotto Paolo, fatto costruire da Papa Paolo V Borghese agli inizi del XVII secolo.
La notorietà del borgo è dovuto all’imponente e magnifico Castello Orsini Odescalchi, noto in tutto il mondo per la sua bellezza e scelto da molti per celebrare matrimoni da favola. Nel 1419 Papa Martino V cedette la zona alla nobile famiglia Orsini, che costruì sulla rocca del borgo la fortezza militare, noto come il castello Orsini Odescalchi. Costituisce senza dubbio uno dei castelli meglio conservati al mondo: oltre a custodire diversi capolavori, camere con tutti gli arredi, una cucina intatta, una notevole collezione di armature ed armi, la vista dalle sue finestre regala uno spettacolo mozzafiato.
Sempre per restare in tema di leggende, c’è chi sostiene di sentire ancora nelle stanze del Castello, la presenza della sventurata Isabella de’ Medici. Qualcuno ne avrebbe visto il fantasma sulle sponde del lago, che cammina sollevando con la mano sinistra il lungo strascico del vestito cinquecentesco.
lnoltre pare che le nozze celebrate nel maniero medievale che fu dei Vico, poi degli Orsini e infine degli Odescalchi, sarebbero prima o poi destinate a naufragare. Una chiacchiera diffusa a Bracciano e dintorni avvalorata da molteplici matrimoni terminati in burrascosi divorzi!