A metà tra il borgo di Castel Giuliano e Cerveteri si sviluppa un sentiero stretto che porta al Fosso della Mola (da alcuni conosciuto come Fosso Vaccina, probabilmente chiamato così per via  degli attraversamenti dei pascoli). Ci troviamo nel bosco dei Monti della Tolfa, posto ancora incontaminato che offre incontri ravvicinati con la natura; tutto il territorio qui è costituito da roccia vulcanica, levigata dai ruscelli presenti nella zona che grazie alle loro acque hanno dato origine a numerose cascate. Chi arriverà qui, durante una escursione a piedi o in mountain bike, sarà subito affascinato dall’atmosfera magica di questi luoghi, dove la storia antica si fonde con la natura. Non è un caso che alcuni soprannominano la zona, per il suo aspetto selvaggio, l’Amazzonia del Lazio! Sono ancora presenti nelle vicinanze le numerose testimonianze dell’epoca etrusca e romana, delle rocche medievali e rinascimentali.  La cascata più grande, di circa 30 metri è chiamata Cascata Superiore ed è la prima che si incontra lungo il sentiero venendo da Castel Giuliano, subito dopo aver incontrato un ponte ottocentesco in rovina, fatto ad arcate. Proseguendo lungo il fosso della Mola il torrente prende il nome di Torrente di Ferriere, per via degli opifici che qui lavoravano. Ma non c’è solo questa cascata da ammirare in quanto il sentiero permette di ammirare anche la cascata inferiore (detta anche del Braccio di mare) sicuramente molto meno alta ma che si getta in uno specchio d’acqua grande quasi come un piccolo laghetto (tanto che si vede anche da google maps). Infine, prima di giungere alla cascata inferiore, una piccola deviazione dal sentiero principale conduce alla cascata dell’Ospedaletto, alta quasi come la cascata superiore, anche se la portata d’acqua è molto minore, essendo formata da un più modesto corso d’acqua che confluisce poi sul fosso della Mola, nel tratto tra la cascata superiore e quella inferiore. Se il tempo lo permette un bagno sotto la cascata renderà unica l’esperienza!